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Autocertificazione

L'Autocertificazione è una dichiarazione prevista dal Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che sostituisce il certificato e che l'interessato redige e sottoscrive nel proprio interesse su stati, fatti e qualità personali e che utilizza nei rapporti con la P.A. e con i concessionari ed i gestori di pubblici servizi.

Dal 1° gennaio 2012, con l'entrata in vigore dell'art. 15 della Legge 183/2011, nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e con i Gestori di Pubblici Servizi, l'autocertificazione diventa a tutti gli effetti un obbligo e non una mera facoltà discrezionale e quindi i certificati sono sempre sostituiti da dichiarazione sostitutiva.

Con le recenti modifiche apportate dal Decreto Legge n. 76/2020 (art. 30-bis), convertito con legge 120/2020, al Testo Unico sulla documentazione amministrativa, è stato stabilito che anche i privati sono tenuti ad accettare le autocertificazioni ('Le norme del presente testo unico....disciplinano altresì la produzione di atti e documenti agli organi della pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi nei rapporti tra loro ed in quelli con l'utenza, e ai privati', art. 2 del D.P.R. N. 445/2000).

La verifica della veridicità del contenuto della dichiarazione sostitutiva prodotta dal cittadino rimane in capo alla Pubblica Amministrazione certificante (art. 71, c.4 del citato DPR) su richiesta del soggetto privato a cui è stata prodotta corredata dal consenso del dichiarante. Non sono più previsti accordi con le amministrazioni detentrici delle informazioni.

Al fine di consentire i controlli i moduli per l'autocertificazione sono integrati con la dicitura:

''Autorizzo il soggetto privato che riceve questa autocertificazione a verificare i dati in essa contenuti rivolgendosi alle Amministrazioni competenti''.

Viene meno quindi la necessità per il cittadino di richiedere certificati che possono essere sostituiti da autocertificazione fermo restando che gli stessi possono comunque essere richiesti e prodotti ma solo per i privati che possono ancora accettare quelle spontaneamente prodotte dal cittadino ma non possono obbligare il cittadino a produrla.

La dichiarazione sostitutiva di certificazione: non sconta l'imposta di bollo a differenza dei certificati che sostituiscono che sono soggetti all'imposta di bollo fin dall'origine a meno che la legge non ne esenti l'applicazione a seconda dell'uso specifico cui sono destinati (D.P.R. 642/72 e altre Leggi specifiche) .

Salvo nei rapporti con l'autorità giudiziaria e per i certificati necessari per l'attribuzione della cittadinanza, per i quali è necessario ancora produrre il corrispondente certificato, è quindi sempre conveniente pretendere l'accettazione della dichiarazione sostitutiva di certificazione, tanto più in quanto tali comportamenti omissivi, per espressa previsione normativa, costituiscono violazione dei doveri d'ufficio (art.74, comma 2, lett. a), del D.P.R. 445/2000;

Sui certificati infatti deve essere apposta, a pena di nullità, la dicitura: 'il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi'.

CHI PUÒ PRODURRE AUTOCERTIFICAZIONI

L'autocertificazione può essere prodotta da:

  • cittadini italiani e dell'Unione Europea;
  • legale rappresentante o procuratore: per le persone giuridiche, società di persone, pubbliche amministrazioni, enti, comitati e associazioni aventi sede legale in Italia o in uno dei paesi dell'Unione Europea;
  • cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia, limitatamente ai dati verificabili in Italia da parte di soggetti pubblici;
  • cittadini extracomunitari che ne hanno necessità in procedimenti relativi a materie per le quali esiste una convenzione fra il loro paese di origine e l'Italia.

MINORI, INTERDETTI, INABILITATI

Nei seguenti casi particolari le dichiarazioni debbono essere prodotte da altri soggetti:

  • minori: chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • interdetti: il tutore;
  • inabilitati e minori emancipati: può dichiarare l'interessato con l'assistenza del curatore;
  • chi non sa o non può firmare: la dichiarazione va resa davanti a un pubblico ufficiale;
  • chi si trova in condizioni di temporaneo impedimento per motivi di salute: la dichiarazione può essere resa davanti al pubblico ufficiale dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi ultimi, da un parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado.

COME SI FA

L'autocertificazione va firmata dal cittadino dichiarante o dall'altro soggetto di cui sopra. Tale sottoscrizione non va autenticata, né va allegata copia del documento d'identità del dichiarante.

Può essere presentata all'ente pubblico anche da un'altra persona e può essere inviata anche a mezzo postale o per fax.

Può altresì essere trasmessa per via telematica se:

  • firmata digitalmente (con firma digitale o firma elettronica avanzata);
  • quando l'istante o il dichiarante è identificato attraverso il sistema pubblico di identità digitale (SPID), con la carta d'identità elettronica o la carta nazionale dei servizi;
  • trasmessa mediante la propria casella di posta elettronica certificata purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare.

Sul portale di ANPR, (ANAGRAFE NAZIONALE POPOLAZIONE RESIDENTE), all'indirizzo https://www.anpr.interno.it/portale/web/guest/a-cittadini ogni cittadino puó accedere alla propria scheda anagrafica e produrre autonomamente la propria autocertificazione di:

  • nascita
  • stato civile
  • cittadinanza
  • famiglia anagrafica,
  • residenza,
  • esistenza in vita.

Per accedere al servizio è necessario autenticarsi con SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).

Si può generare un'autocertificazione personalizzata accedendo al sito http://www.comuni.it/certificazioni oppure utilizzare il modulo in calce comprendente tutti i fatti stati e qualità autocertificabili che può essere personalizzato eliminando eventualmente le informazioni che non s'intendono o non occorre autocertificare.

L'esibizione di un documento d'identità o di riconoscimento (ad esempio carta d'identità, passaporto, patente di guida, libretto di pensione etc.) a seconda dei dati che contiene sostituisce i certificati di nascita, residenza, cittadinanza e stato civile.

SANZIONI

In caso di dichiarazione mendace, il cittadino incorre in sanzioni penali, perde gli eventuali benefici ottenuti sulla base di esse e incorre nel divieto di accesso a contributi, finanziamenti ed agevolazioni per un periodo di 2 anni decorrenti da quando l'amministrazione ha adottato l'atto di decadenza. Le amministrazioni hanno l'obbligo di effettuare controlli a campione sulla veridicità delle dichiarazioni rese dai cittadini. Quindi si deve compilare il documento con esattezza, a propria esclusiva responsabilità.

COSA È POSSIBILE AUTOCERTIFICARE

L'art. 46 del D.P.R. n. 445/2000 ''Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrative'' prevede i dati per i quali si può ricorrere all'autocertificazione:

  • data e luogo di nascita;
  • residenza;
  • cittadinanza;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
  • stato di famiglia;
  • esistenza in vita;
  • nascita del figlio;
  • posizione obblighi militari;
  • decesso del coniuge, dell'ascendente o discendente;
  • iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
  • appartenenza a ordini professionali;
  • titolo di studio, esami sostenuti qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
  • esami sostenuti;
  • situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali assolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione dell'ammontare corrisposto;
  • possesso e numero del codice fiscale, della partita iva e di qualsiasi dato presente nell'archivio dell'anagrafe tributaria;
    stato di disoccupazione;
  • qualità di pensionato e categoria di pensione;
  • qualità di studente;
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  • tutte le situazioni relative all'adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
  • di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l'applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
  • di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
  • qualità di vivenza a carico;
  • tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato contenuti nei registri dello stato civile;
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato

Tutte le dichiarazioni hanno validità sei mesi, tranne quelle relative:

  • al luogo e alla data di nascita;
  • alla nascita del figlio;
  • al decesso del coniuge, dell'ascendente o discendente;
  • al titolo di specializzazione, abilitazione, formazione, aggiornamento e qualificazione tecnica;
  • al titolo di studio o alla qualifica professionale posseduta;
  • al codice fiscale o alla partita IVA;
  • allo stato di disoccupazione;
  • alla qualità di pensionato e/o categoria di pensione.

Non possono essere sostituiti da dichiarazione i certificati: medici, sanitari, veterinari, di conformità CE, di marchi, di brevetti.

Documenti allegati

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Titolo  Formato Peso
Dichiarazione sostitutiva atto di notorietà Formato odt 12 kb
Modulo autocertificazione Formato odt 20 kb
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