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Società

Nel corso del XIX secolo si svilupparono a Ghilarza diverse Opere Pie, sull’esempio di quanto avveniva nel contempo negli altri territori sottoposti al Regno Sabaudo. L’opera di tali organizzazioni, esempio dello spirito associazionistico e solidaristico, fu garantita nel tempo grazie ai generosi lasciti testamentari di privati cittadini ghilarzesi in favore dei servizi di assistenza sociale e sanitaria alle famiglie più povere e indigenti del paese. Con la nascita del Regno d’Italia, e le leggi di riforme del 1862, le Opere Pie furono aggregate anche a Ghilarza sotto la regia delle Congregazioni di Carità. Inizialmente i servizi a l’infanzia e l’assistenza sanitaria erano forniti in locali di abitazioni messe a disposizione da alcuni privati cittadini ghilarzesi. Verso la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900, queste embrionali forme di assistenza assunsero una loro organizzazione e stabilità grazie ad alcune donazioni testamentarie espressamente indirizzate alla realizzazione di strutture per l’esercizio delle attività assistenziali.

Ai primi del Novecento sorse così l’Ospedaletto di fronte alla Chiesa di San Palmerio: inizialmente destinato alla cura dei poveri, trasformato in seguito in ambulatorio e poi dispensario per la cura antitubercolare, collegato al Consorzio Antitubercolare Provinciale di Cagliari. Oggi la bella costruzione in basalto è sede dell’Associazione Turistica Pro Loco. Tra il 1905 e il 1906, si registra la nascita del primo asilo infantile. I bambini, inizialmente ospitati in abitazioni private sparse nel paese furono trasferiti in seguito nei locali gentilmente concessi alle educatrici dalla signora Rosa Sanna Delogu. Nubile ereditiera, nata a Ghilarza nel 1869, la signora Delogu è ricordata dai ghilarzesi per aver fondato e diretto, per oltre mezzo secolo, l’orfanotrofio femminile. La costruzione dell’edificio che ospitò le due opere assistenziali ebbe inizio nel 1911. Terminata l’edificazione, tra il 1915 e il 1918 fu requisito dalle autorità militari e adibito ad ospedale militare per i feriti lievi e i convalescenti rimandati nell’isola dalle zone di operazione. Restituito agli usi civili nel 1919 la signora Delogu concesse in uso un’ala dello stabile alle Suore appartenenti alla Piccola Casa della Divina Provvidenza (Istituto Cottolengo) di Torino che avevano ricevuto in gestione l’asilo infantile. Dopo alcuni anni di trattative anche l’orfanotrofio femminile fu ceduto in gestione alle suore dell’Istituto Torinese e rimase attivo e operante sino agli ’50 del Novecento.

Contemporaneo e parente della signora Delogu, un altro personaggio caro per la sua generosità ai Ghilarzesi è Giampietro Delogu, grazie al cui lascito, in favore del Comune di Ghilarza, nacque il primo nucleo dell’Ospedale Civile che porta il suo nome. Il benefattore, morto nel 1935, lasciò in eredità l’ampio terreno con la villa e le sue pertinenze, che ospitò i primi ambulatori dell’ospedale, nonché tutti i terreni di sua proprietà, sparsi nel circondario, affinché fossero venduti e con il ricavato si garantisse la presenza costante di professori e specialisti in medicina provenienti dalle due università sarde. La volontà del donatore trovò applicazione solo dopo numerose vicissitudini, tra le quali anche la Seconda Guerra Mondiale, e poté ospitare il primi servizi ambulatoriali intorno al 1950. Grazie ad altre cospicue donazioni di privati, e ai finanziamenti concessi dalle istituzioni pubbliche regionali l’Ospedale Civile G.P. Delogu di Ghilarza fu inaugurato il 27 dicembre 1953. Da allora l’Ospedale di Ghilarza, costituisce per tutto il territorio dell’Alto Oristanese un punto di riferimento vitale per la cura e la salute della popolazione. Fino a pochi anni fa l’Ospedale Delogu era considerato uno dei migliori e più efficienti centri di cura della sanità sarda per qualità, competenza e grande umanità dei suoi operatori. Lo spirito solidaristico e filantropico dei ghilarzesi trova un altra manifestazione nella stessa Casa di Riposo (intitolata ad Angelino Licheri, uno dei suoi benefattori) nata nel 1927 ad opera delle Dame di San Vincenzo (della Carità) e a tutt’oggi operante nel territorio comunale.

Tra i l XIX e i l XX secolo un gran numero di personaggi originari di Ghilarza, comune di poco più di duemila abitanti all’epoca, assumono un ruolo di primaria importanza nella vita religiosa, civile, politica sia della Sardegna ma soprattutto in ambito nazionale ed internazionale. Per citarne alcuni: l’Arcivescovo Antonio Sotgiu (Ghilarza 1803 – Oristano 1878) che dedicò la sua vita all’educazione dei giovani e alla solidarietà verso i più bisognosi presso il Seminario di Oristano; nel 1857 fu eletto nel Parlamento Subalpino e nel 1871 fu nominato Arcivescovo di Oristano. Monsignor Giovanni Sotgiu (Norbello 1883 – Hingan-fu - Cina 1930), il quale dopo la laurea in legge e una breve carriera militare entra nell’Ordine Francescano del S.S. Crocifisso dei Frati Minori di Sardegna e nel 1922 è inviato nel villaggio di Hingan (Cina) con il compito di fondare una nuova missione per aiutare e sostenere la popolazione. Proprio durante uno dei viaggi nei territori sotto la protezione della missione un gruppo di briganti aggredì il padre missionario e i suoi accompagnatori e il religioso ghilarzese morì martire sotto le armi degli aggressori. Pietro Sotgiu (Ghilarza 1904 – Oristano 1980), brillante negli studi, una brillante carriera professionale come membro del Foro di Oristano, si dedicò alla carriera politica nel Partito Sardo d’Azione fondato da Emilio Lussu e ricoprì importanti incarichi come consigliere regionale nel Parlamento sardo subito dopo il secondo conflitto mondiale. L’esimio professore Giuseppe Brotzu (Cagliari 1895 – 1976) laureatosi in medicina ed igiene pubblica, durante la prima guerra mondiale assume la direzione dell’ambulatorio antimalarico presso l’ospedale militare, negli anni Venti è docente di Igiene e di Batteriologia a Bologna e Modena, nel 1931 dirige la campagna antimalarica in provincia di Ravenna. Al termine del secondo conflitto mondiale tornato in Sardegna, è tra gli esperti e i fautori del Sardinia Projet: il grandioso progetto di eradicazione della malaria dall’isola promosso dall’UNRRA e dalla Rockfeller Foundation per l’eliminazione della zanzara anofele portatrice della malattia attraverso l’utilizzo su vasta scala del DDT. Oltre agli incarichi accademici e professionali, in Sardegna diventa assessore regionale all’Igiene e alla Pubblica Istruzione, Presidente della Regione e in seguito è eletto sindaco di Cagliari.