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Novenario di San Giovanni

 Indirizzo: località San Giovanni, 09074 Ghilarza (OR)

S. Giovanni è situato nella vallata che da Ghilarza discende verso la diga del Tirso, a metà strada tra i villaggi di S. Michele e S. Serafino. La chiesetta molto modesta, fino al secolo scorso mostrava l'aspetto originario: navata unica, tetto in legno sostenuto da capriate, loggia nel prospetto.
Le notizie di archivio risalgono solo al secolo XIX.

Per il secolo XVIII, utili le notizie riguardanti la vicina chiesetta di S. Maria de s’Adde o de Sa Defensa, ora distrutta, che sorgeva nella vallata, al piedi della chiesa. Le due novene venivano celebrate contemporaneamente: a mattina si scendeva e S. Maria per la novena e si risaliva a S. Giovanni per la messa. Di sera si recitava il rosario a valle e si risaliva a S. Giovanni per la novena del Santo.
Tale consuetudine scomparve nella metà del secolo XVIII perché ai primi di luglio coincidevano tre feste: quella di N.S. della Defensa, di S. Serafino e di S. Palmerio. La prima, fu associata a quella di S. Giovanni, quella di S. Serafino fu spostata ad ottobre, all'8 luglio fu fissata la festa di San Palmerio.

Fino alla metà del secolo XIX non esistevano strutture sufficienti per ospitare i novenanti, questi venivano ospitati nell'ambiente dietro l'altare che doveva fungere da sagrestia. Mons. Saba ( 1842- 1860 ) fece riportare l'ambiente alla funzione originaria ma dovette essere restaurata perché in pessime condizioni e fu usato come materiale quello della diruta chiesa di N.S. della Defensa.
Si cominciò in quel periodo a costruire i nuovi muristenes. Nel 1894, 10 appartenevano alla Chiesa, 6 a privati.

La Chiesa era così modesta e di dimensioni ridotte che non aveva neppure finestre; furono aperte in seguito ad un decreto di Mons. Bua ( 1828-1840). Successivamente nel 1856 venne rifatto l’altare e trasportato il pulpito da S. Michele. In quegli anni nel novenario non era presente neppure la statua del Santo a cui la chiesa era dedicata che si poté acquistare solo nel 1875. Si conserva inoltre nella chiesa una pregevole oleografia del Sacro Cuore donata da Mons. Soggiu.

Nel 1891 le capriate furono sostituite da una struttura ad archi e il pavimento fu rivestito con lastre di pietra. Nel secolo scorso alcuni interventi di consolidamento e di restauro hanno dato alla chiesa l'aspetto attuale, dove a giugno si riuniscono ancora numerosi fedeli.