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Luoghi della fede

Il primo impatto per il visitatore,nell’addentrarsi nei centri abitati di Ghilarza, ma anche nel resto del territorio campestre, è costituito dall’importanza della religiosità nella vita quotidiana delle due comunità. Elemento testimoniato dalla presenza di ben 11 chiese disseminate in tutto il territorio comunale: 7 nel centro abitato e 4 nei rispettivi novenari campestri. Oltre la chiesa parrocchiale, e la già citata chiesa di San Giorgio, sono presenti all’interno del centro abitato di Ghilarza altre quattro chiese, intitolate rispettivamente a: San Palmerio, Madonna del Carmelo, Santa Lucia e Sant’Antioco a cui si aggiunge S. Pietro di Zuri.
La chiesa di San Palmerio fu costruita nel primo quarto del secolo XIII. Molto suggestiva è la chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo costruita su un muraglione nuragico e circondata da un’oasi di verde. La chiesa di Sant’Antioco fu terminata data 1577, risulta essere posteriore al primitivo culto del Santo nel paese. Fino al 1840 la chiesa risultava periferica rispetto al centro abitato, gli interventi più importanti sulla struttura architettonica della chiesa avvennero nel 1896 quando essa fu allungata includendo i loggiati, furono inoltre costruite due cappelle laterali e ne fu invertito l’ingresso da ovest ad est. Nel 1533, i ghilarzesi costruirono un’altra chiesa da adibire a parrocchiale, sita dove sorge quella attuale. durante quest’ultimo rifacimento è cambiata anche la sua intito lazione in onore a Maria Vergine Immacolata.
Le campagne del ghilarzese vantano numerosi luoghi di culto, segno di una religiosità profonda coltivata sin dai tempi antichi: esistevano ben sei santuari campestri in corrispondenza di altrettanti villaggi dei quali la metà sarebbe andata distrutta nei secoli. Al limite estremo della periferia di Ghilarza, sorge il novenario di S. Michele Arcangelo. La sua venerazione, praticata già nella Sardegna bizantina, è ormai certo, dalle testimonianze documentali pervenuteci, che nella località sorgesse fino al XV secolo la chiesa di Sant Miguel di Urri. Della chiesa non è possibile sapere quale fosse l’impianto originario poichè essa fu riedificata nel 1702 e subì successivi restauri e modifiche tra il XIX e il XX secolo. La facciata, restaurata di recente, conserva i tratti dell’impianto settecentesco. Il novenario dedicato a San Giovanni Battista è il più piccolo dei novenari ghilarzesi, è raggiungibile proseguendo a percorre la provinciale 24 e subito prima di arrivare al novenario di S. Serafino. La chiesetta mostra l’impianto originario: vano rettangolare,e fino al secolo scorso, tetto con incannuciata, il documento più antico che ne testimonia l’esistenza risale al XIX secolo. Percorrendo per circa quattro km la provinciale che collega Ghilarza a Fordongianus, si arriva al novenario di S. Maria di Trempu, la cui chiesetta è dedicata a Maria Ausiliatrice. Il santuario di Santa Maria Trempu o ad Templum. Anche questo centro ha origini antichissime, oltre alle numerose emergenze pre-nuragiche e nuragiche, sono stati rinvenuti numerosi resti di epoca romana che fanno supporre la presenza di una stazione di sosta per le truppe che percorrevano la “Karalibus Turrem”. Sotto l’aspetto naturalistico e storico, il più interessante novenario di Ghilarza è senz’altro quello di San Serafino, le sue origini sono antichissime. Situato in un ampio anfiteatro naturale, nella parte più ad Est del territorio del Guilcier, la località è stata frequentata sin dall’ epoca preistorica e, in seguito, dai Romani e dai Bizantini, questi ultimi artefici dell’impianto originario della chiesa e della sua intitolazione. La chiesa, fu riedificata in epoca giudicale nel XIV secolo sui pochi resti di quella bizantina dietro commissione della famiglia Bas-Serra, la stessa della Giudicessa Eleonora e del Giudice Mariano IV d’Arborea. La pianta attuale realizzata verso la fine del XIX secolo sovrasta quella giudicale e l’aggiunta di due cappelle e la sagrestia ha inglobato il corpo dell’abside nella struttura della chiesa. Dell’impianto giudicale sono rimasti parte dei muri laterali, la monofora strombata, la facciata e tutte le sculture in basso rilievo.