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Riflessioni dell’Amministrazione comunale sui tragici fatti dell’omicidio di Manuel Careddu

  20/10/2018    |   

È stata, per noi amministratori di Ghilarza, una settimana di silenzio attivo: un frenetico alternarsi di incontri e momenti di riflessione, di tentativi di concentrarsi su ciò che ci circonda per cercare di capire, di dare risposte non affrettate, esperte, meditate, per non scadere nella retorica, per non farsi travolgere dalle emozioni che, ve lo garantiamo, sono tantissime e fortissime per chi, veramente, sente sulla propria persona la responsabilità di una intera comunità.
 
Mai avremmo pensato che, durante il nostro mandato, ci saremmo ritrovati a porgere sincere, addoloratissime condoglianze ad una famiglia che piange il proprio figlio giovanissimo, al quale dei ragazzi del nostro paese hanno tolto la vita con inaudita violenza da sembrare quasi appartenere ad un altro mondo.
 
Molti tra gli amministratori e tantissimi altri nostri compaesani, oltre essere genitori, operano in attività sociali, hanno vissuto e vivono tuttora esperienze di associazionismo, sono stati e sono a continuo contatto con i giovani. Si può certamente affermare che abbiano dedicato una larga parte della propria vita a cercare di rendere il futuro delle nostre comunità migliore; a tramandare ai ragazzi un’eredità di valori che ci rende orgogliosi delle nostre origini e tradizioni ed inorgoglisce coloro che, per tanti motivi, sono dovuti andar via e ora guardano la loro terra sgomenti.
 
Oggi, ad un tratto, sembra quasi che tutto quel che è stato fatto non abbia senso, che sia stato completamente sbagliato, che la nostra comunità sia totalmente intrisa di violenza e malessere e che, questo terribile avvenimento, sia solo la punta di un iceberg che nasconde, sott’acqua, la parte più grande e buia di sé. Ma in cuor nostro sappiamo che non è così!
 
Il compito di noi amministratori non è, però, quello di compiangerci ma di trovare la forza e gli strumenti per aiutare i nostri paesi a vivere con vero spirito di comunità partendo da alcuni punti fermi:
· la vita di ogni persona ha un valore inestimabile; dobbiamo metterla al di sopra di tutto, aiutando chiunque a trovare il proprio posto all’interno della società;
· la condanna assoluta, in tutto e per tutto, senza se e senza ma, di qualsiasi forma di violenza e di utilizzo della forza bruta per risolvere i conflitti;
· la responsabilità di gesti tanto gravi supera quella che è possibile sopportare per un singolo essere umano e, pertanto, non può non essere anche collettiva, coinvolgendo al primo posto le istituzioni e le agenzie educative, e subito dopo le nostre singole condotte sociali;
· il rigetto del pensiero che alcuni comportamenti devianti appartengano ad altre comunità e culture o che siano prerogativa di ambienti che non son nostri ma distanti – purtroppo questa vicenda ed altre fin troppo recenti sono testimonianza del contrario;
· le droghe e tutti i fenomeni di dipendenza ci riguardano molto, troppo, da vicino e, essendo deleterie in particolare per i ragazzi, devono essere sradicati dalle nostre società con tutti i mezzi possibili.
 
È partendo da questi principi che ci siamo subito attivati incontrando istituzioni scolastiche, operatori sociali, professionisti del settore educativo, parroci, altri amministratori locali, al fine di organizzare delle attività a supporto di tutte le famiglie, direttamente colpite o meno, degli studenti, dei giovani, di tutte le persone legate ai paesi così duramente colpiti da un evento tanto tragico quanto inaspettato nella sua portata. Con la consapevolezza che un fatto come quello accaduto coinvolge inesorabilmente tutta la comunità.
 
Insieme agli amministratori del Comune di Abbasanta abbiamo voluto incontrare quelli di Macomer per portare la nostra profonda solidarietà, prima di tutto alla famiglia di Manuel, ma anche per condividere le tristi emozioni che stiamo tutti provando e riflettere sulle azioni da intraprendere nei prossimi giorni e a medio termine.
 
La volontà e la speranza sono quelle di contrastare il malessere sociale, e non solo quello giovanile, di cercare di trovare una strada, quella giusta, per arrivare al cuore della questione, per accompagnare le famiglie nella crescita dei ragazzi e quindi nello sviluppo del senso di comunità, una comunità che dovrebbe vigilare, proteggere e aiutare.
 
E’ importante evitare di contrapporre due territori, uno che il male l’ha subito e l’altro che l’ha causato, ma condividere, dando un forte segnale di unità d’intenti, tra le istituzioni, le scuole, le parrocchie, le associazioni culturali, sportive e di volontariato, le iniziative che si vorranno, anzi dovranno, mettere in campo per evitare che simili tragedie non si ripetano mai più.
 
Ovviamente non partiamo da zero: sono già in essere tanti servizi di orientamento e supporto alla genitorialità e all’educazione, tante sono state le iniziative culturali e i momenti di aggregazione, si può partecipare a svariate attività sportive. Spesso, però, a tutte queste attività non aderisce chi ne ha più bisogno.
 
Solo lavorando in rete, collaborando insieme, mettendo a disposizione della comunità esperienze e conoscenze, vivendo nella quotidianità i nostri paesi, recuperando i rapporti personali e tralasciando un po’ quelli da “tastiera”, si potrà recuperare un mondo veramente inclusivo dove non saranno tollerati e metabolizzati, considerati quasi normali, fatti tanto atroci come quelli appena accaduti ma, neanche, tutti quei comportamenti degeneri che si tende, sbagliando, ad accettare con rassegnazione.
 
Il giorno del funerale di Manuel sarà dichiarato il lutto cittadino.
 
Chiediamo a tutti di partecipare per dare l’ultimo saluto terreno ad un ragazzo troppo giovane a cui è stato negato il diritto di continuare a vivere, di continuare a sognare.
 
Ghilarza c’è, è la nostra comunità, e dobbiamo fare in modo che diventi sempre più accogliente, inclusiva, con la persona e il suo benessere al centro di tutti i nostri pensieri.
 
 
L’Amministrazione Comunale di Ghilarza