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Frequentazione romana

Dopo il 215 a.C., con la sconfitta dei ribelli sardo-punici condotti da Amsicora, i Romani diventarono padroni del territorio creando in un primo tempo dei presidia e, in seguito, numerose comunità rurali e ville, dimore isolate nelle campagne con annesso appezzamento di terreno coltivabile. Sorsero anche villaggi fortificati, detti castella, per tutelare valli, nodi stradali, ponti, ma, soprattutto, per arginare le scorrerie dei popoli delle Civitates Barbarie, che continueranno ad effettuare razzie ed azioni di guerriglia fino all'età Imperiale.

I Romani soprattutto costruirono un'importante rete stradale: la strada a Turre Karales, che attraversava tutta le nostra regione, e quella che portava a Forum Traiani, nei pressi della quale sorgeva la stazione di Ad Medias, presso Abbasanta, citata nell'itinerario compilato sotto l'Imperatore Marco Aurelio Antonino (211-217 d.C.).

L'agricoltura e, in genere, tutta la vita economica subirono un notevole sviluppo favorito soprattutto dalla efficiente rete stradale.
Tracce di costruzioni romane si trovano sparse per tutto il territorio sovrapposte, quasi sempre, a insediamenti precedenti. Sono abbastanza comuni le tombe ad incinerazione del periodo della decadenza in località Sos Lacchèddos.
Più tardi l'organizzazione imperiale diventò sempre meno efficiente, il clima di prosperità non durò a lungo e il latifondo si estese sempre di più creando un impoverimento in tutto il territorio.

 
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