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Sa Defensa

A valle del novenario di San Giovanni, stava, come detto, la scomparsa chiesetta di Santa Maria de s’Adde, ricordata anche come “Nostra Segnora de sa Defensa“, ovvero della difesa o della protezione. Questo titolo potrebbe essere ricondotto a quello bizantino di Hodegetria (conduttrice), che pronunciato Odiyitria, in sardo diventa Nostra Signora d’Itria.

In varie pubblicazioni si legge che il culto della Madonna Hodegetria era praticato nella Sardegna bizantina e ciò troverebbe conferma in alcuni simulacri sardi, raffiguranti madonne bizantineggianti, che denotano facilmente l’influsso orientale: Santa Maria di Bonacattu, le figure arcaiche ma solenni di Santa Maria del Regno di Ardara, di Castro, di Irgoli, dei dolori. Nella chiesa di Santa Rosalia in Cagliari esiste inoltre un bellissimo quadro bizantineggiante dell’Addolorata.

Tuttavia, rimane qualche dubbio sul motivo delle icone bizantine connesso alla Vergine Hodogetria nelle rappresentazioni cultuali sarde, ovvero il fatto che queste siano eredità dei secoli in cui la Sardegna dipendeva dall’Impero d’Oriente. Ciò per il fatto che nei documenti antichi del Medioevo sardo non sembra mai attestato il titolo Hodegetria riferito alla Madonna o a chiese a Lei dedicate ( esso manca ad esempio nel CDS, nelle rationes decimarum del secolo XIV, nei condaghi ). Di fatto, per questo motivo già il Serra pensava che il culto della Madonna d’Itria non doveva essere stato importato in Sardegna direttamente in età bizantina ma, successivamente dall’Italia meridionale, che venera la Madonna di Odigitria, presso Piana dei Greci (Palermo), ed a Rossano Calabro dove sorge l’antica “Ecclesia Sanctae Dei Genitricis Virginis Mariae Odigitriae”.

Su questa linea si esprime anche lo studioso tedesco Karlinger che ricorda come il titolo di Hodegetria deriva alla Madonna dal nome di una delle più antiche chiese mariane di Costantinopoli. Questa chiesa rivendicava per se il privilegio di possedere la più antica icona della Madonna, che si diceva opera dello stesso San Luca. Dopo la caduta di Costantinopoli (1453), l’immagine sacra arrivò in Sicilia, dove se ne fecero varie riproduzioni che da li si diffusero anche in Sardegna.

Concluse le dissertazioni sulla natura del suo titolo, ben poche sono le notizie sulla chiesetta della Defensa, sempre legata ai destini del vicino novenario di S. Giovanni, del quale però non ebbe la stessa fortuna. Fu interdetta nel 1783 da Mons.Bua il quale ordinò che la statua della Madonna fosse trasferita alla chiesa di San Giovanni, non appena si fosse potuto costruire una nicchia o un altare per ospitarla. Ciò non avvenne e la statua fu utilizzata nel secolo scorso nella Parrocchia di Ghilarza per il gruppo del presepio, venendo riportata a San Giovanni solo in occasione della festa.

(fonte Parrocchia di Ghilarza – www.parrocchiadighilarza.org)

 
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